21.03.2025 14:23
ANTIMAFIA. CONVEGNO A UD: CRIMINALITÀ OGGI SI VESTE IN DOPPIOPETTO
Iniziativa di Osservatorio Fvg e Università Ud. Presidente
Bordin: restare vigili
(ACON) Udine, 21 mar - Togliersi dalla testa l'immagine del
mafioso con coppola e lupara per sostituirla con quella di un
professionista in doppiopetto che investe in criptovalute. E
riflettere su gesti quotidiani come l'acquisto di prodotti
alimentari sottocosto o di software-pirata, che rischiano di
alimentare indirettamente le organizzazioni criminali.
Sono alcuni dei messaggi lanciati oggi agli studenti del
dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Udine dai
relatori del convegno organizzato dall'Osservatorio regionale
antimafia (in sigla Ora) in occasione della Giornata della
memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Un'iniziativa frutto dell'accordo di collaborazione con
l'Università di Udine, e in particolare con il suo dipartimento
giuridico, oggi guidato da Silvia Bolognini e in passato da Elena
D'Orlando, esplicitamente ringraziata da Barbara Clama,
presidente dell'Ora.
Nell'introdurre il convegno, dopo i saluti iniziali del rettore
Roberto Pinton, la presidente Clama ha citato Paolo Borsellino
invitando i giovani a "costruire anticorpi contro il puzzo del
compromesso" ed è entrata subito nel tema del dibattito, ossia
come fronteggiare organizzazioni criminali che sono diventate
meno visibili rispetto alla stagione di sangue degli anni
Novanta, una sorta di mafia 2.0.
È toccato a Paolo Mosanghini, vicedirettore del gruppo Nem,
dialogare con un parterre di ospiti molto qualificato, dall'ex
procuratore distrettuale antimafia a Trieste, Antonio De Nicolo -
capace di strappare più volte l'applauso degli studenti assiepati
nell'aula di via Tomadini - a Luca Petrocchi, capo della Dia
(Direzione investigativa antimafia) di Trieste, da Simone Vergari
e Giannino Agostino del Comando carabinieri per la tutela
agroalimentare a Marco Lombardo, responsabile del Ros di Udine,
il raggruppamento operativo speciale dell'Arma. Mentre tra il
pubblico erano presenti il prefetto di Udine Domenico Lione, il
questore Domenico Farinacci e gli altri presidenti degli
organismi di garanzia regionali, Enrico Sbriglia (Garante dei
diritti) e Arrigo De Pauli (Difensore civico).
Sollecitato da Mosanghini, Petrocchi ha svelato i retroscena di
una vicenda salita di recente agli onori della cronaca, quella
dell'imprenditore friulano che aveva denunciato la richiesta del
"pizzo" per un subappalto in Calabria. "Non si trattava - ha
ricordato l'ufficiale dei carabinieri - della classica valigetta
con i soldi, ma di rifornirsi da ditte amiche per il cemento e
altri materiali: senza quella denuncia noi non ne saremmo venuti
a capo. Ero francamente stupito che l'imprenditore volesse
sporgere querela, tanto che dopo la conclusione dell'indagine e
gli arresti gliene domandai la ragione. Lui mi disse di aver
pensato dentro di sé che se avesse pagato quella volta, avrebbe
dovuto pagare sempre. È così - ne ha concluso Petrocchi - che la
società civile deve costruire i suoi anticorpi".
Un concetto ribadito da De Nicolo con un esempio molto
quotidiano: "Se apro una pizzeria e viene qualcuno a propormi di
comprare a un prezzo molto basso pomodori e mozzarella, non devo
fare spallucce e girarmi dall'altra parte, ma farmi qualche
domanda. Perché come diceva Milan Kundera solo lo stupido ha
sempre tutte le risposte".
Interessante anche lo squarcio aperto dal maggiore Vergari sul
settore agroalimentare. Dove la criminalità organizzata cerca
costantemente di insinuarsi nel meccanismo della Pac, la Politica
agricola comune dell'Unione Europea, che dagli anni Sessanta
distribuisce ingenti somme agli agricoltori: "Ci sono aziende che
percepiscono anche 100mila euro l'anno perché proprietarie o
conduttrici di terreni che le mafie cercano di accaparrarsi".
Toccante anche il lungo momento di silenzio - iniziato a
mezzogiorno come in tutte le scuole del Fvg, grazie a un accordo
tra l'Ora e l'Ufficio scolastico regionale - che ha accompagnato
la proiezione del video con i nomi delle vittime delle mafie.
"Il convegno organizzato oggi a Udine dall'Osservatorio
antimafia, e più in generale la collaborazione con il
dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università friulana - ha
commentato a margine dell'iniziativa il presidente del Cr Fvg,
Mauro Bordin - è una dimostrazione dell'attenzione con la quale
il Consiglio regionale, tramite i suoi organismi di garanzia,
investe in conoscenza e approfondimento sul fenomeno della
criminalità organizzata".
"Se è vero che in Friuli Venezia Giulia le mafie non sono
radicate come in altre regioni italiane - ha osservato ancora il
massimo rappresentante dell'Assemblea legislativa -, siamo da
tempo consapevoli che bisogna restare vigili senza abbassare mai
la guardia. Specialmente in una fase storica in cui le
organizzazioni criminali sono abilissime a insinuarsi nel mondo
dell'economia reale ed è più difficile contrastare un fenomeno
meno evidente, ma non per questo meno insidioso".
ACON/FA