14.03.2025 12:07
PARI OPPORTUNITÀ. BORDIN A TS: VALORIZZARE RUOLO DONNA IN OGNI AMBITO

(ACON) Trieste, 14 mar - In Friuli Venezia Giulia, il tasso di occupazione femminile è del 65,4%, a fronte del 71% della media Ue e del 52,5% registrato a livello nazionale. Per gli uomini, invece, l'occupazione in Fvg raggiunge il 73,5%, un dato in linea con la media Ue (73,4%) e superiore alla media italiana (70,4%). La disparità si acuisce tra le donne di età compresa tra i 25 e i 49 anni con figli di età superiore ai sei anni: solo il 55,5% di loro è occupato, rispetto al 76,6% delle donne senza figli. Sono alcuni dei dati illustrati questa mattina al convegno "Il gender pay gap e le buone prassi nella contrattazione di secondo livello in Fvg" organizzato dalla Cisl Fvg.

"È fondamentale che ci confrontiamo su questo argomento, perché da un lato vi è il diritto delle donne ad avere le stesse opportunità salariali degli uomini, dall'altro vi è la necessità di garantire un equilibrio che consenta alla società di crescere e valorizzare il ruolo della donna in ogni ambito. L'Italia ha fatto importanti passi avanti su questo fronte, ma la strada è ancora lunga".

Con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Mauro Bordin, ha aperto il convegno che si è svolto questa mattina all'area Science Park di Padriciano a Trieste, sottolineando che "la questione della parità retributiva tra uomini e donne è un tema concreto e quotidiano, che riguarda la vita di molte persone e su cui la Regione, attraverso la Commissione Pari Opportunità, e anche la Consigliera di Parità ha svolto un importante lavoro".

"Nella nostra Regione, le donne sono riuscite a ritagliarsi spazi significativi, occupando posizioni di rilievo e dimostrando la loro capacità di guidare e contribuire allo sviluppo della comunità. Tuttavia, è essenziale che lo stesso percorso venga perseguito sia nel settore pubblico che in quello privato, tenendo conto delle esigenze delle donne come madri e favorendo un riequilibrio delle responsabilità familiari tra uomini e donne. Un padre - ha ribadito il presidente del Cr-, nel momento in cui decide di avere un figlio, deve assumersi pienamente le proprie responsabilità, perché la genitorialità è un impegno condiviso. Dobbiamo prendere esempio da paesi come la Svezia, dove politiche più avanzate hanno permesso di conciliare meglio carriera e famiglia".

"Uno degli aspetti che dobbiamo affrontare - ha aggiunto Bordin - con urgenza è il calo demografico che rappresenta una delle principali preoccupazioni per il futuro del nostro Paese. Questo problema va affrontato sia dal punto di vista culturale che economico, creando condizioni favorevoli affinché le donne possano crescere professionalmente senza dover rinunciare alla maternità. Garantire loro l' opportunità di carriera adeguate significa non solo promuovere la parità di genere, ma anche dare una risposta concreta alle esigenze della società che ha bisogno di politiche a sostegno della famiglia e della natalità".

"Il rispetto dell'equilibrio tra uomini e donne è un principio che deve essere garantito a tutti i livelli, come sancito dalla nostra Costituzione. Se tra quarant'anni le nuove generazioni saranno ancora costrette a discutere di questi temi, significherà che avremo fallito nel nostro compito di costruire una società più equa e inclusiva" - ha concluso il massimo esponente dell'Assemblea legislativa regionale.

Alessia Cisorio, del Coordinamento Donne Cisl Fvg, ha illustrato i dati della terza fase del progetto sul gender pay gap, con l'obiettivo di mettere al centro la condizione lavorativa delle donne: "Uno dei problemi principali è che le donne tendono a lavorare meno ore rispetto agli uomini, spesso in settori scarsamente retribuiti e con minori opportunità di carriera. Occupano posizioni di livello inferiore e percepiscono stipendi più bassi, con ripercussioni significative anche sui trattamenti pensionistici futuri. Il reddito medio annuo è di circa 25.000 euro, ma per le donne si riduce drasticamente a 17.000 euro, a causa del minor numero di ore lavorate e della persistente disparità salariale. Diverse le buone pratiche proposte per la contrattazione secondo livello Fvg. Il gap salariale nazionale si attesta attorno al 20%, ma raggiunge punte del 32,1% nei settori finanziario, assicurativo e dei servizi alle imprese. Questo accade nonostante le donne abbiano, in media, un livello di scolarizzazione maggiore agli uomini. Tuttavia, permangono forme di discriminazione, spesso indirette, che ostacolano l'accesso delle donne a posizioni di vertice e a salari adeguati".

"L'impatto della disparità di genere sul piano sociale ed economico è evidente - ha continuato Cisorio nella relazione - quasi il 19% delle donne ha dichiarato di aver rinunciato ad avere una famiglia per non compromettere il proprio livello retributivo, mentre il 44% segnala che gli impegni professionali del partner prevalgono sulle proprie possibilità di crescita lavorativa. Inoltre, sono prevalentemente le donne a usufruire dei congedi parentali, a dimostrazione di un carico familiare ancora squilibrato, che penalizza le loro prospettive di carriera e contribuisce a perpetuare il divario di genere nel mondo del lavoro".

Tra gli intervenuti al convegno anche Alberto Monticco, segretario regionale Cisl, e Renata Della Ricca, segretaria Usr Cisl. A seguire, si è svolta una tavola rotonda con la partecipazione di esperte provenienti dal mondo accademico, giuridico e imprenditoriale. Tra le ospiti: Costanza Ziani, avvocata e assegnista di ricerca in diritto del lavoro presso l'Università di Trieste; Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg; Elena Arman, responsabile sostenibilità di Bluenergy Group Spa e Maria Dolores Ferrara, professoressa associata di diritto del lavoro all'Università di Trieste. ACON/AD-sm



  • Da sinistra il presidente del Cr, Mauro Bordin insieme ad alcuni degli ospiti del convengo
  • Il presidente del Cr, Mauro Bordin durante il suo intervento al convegno