25.02.2025 11:12
GIORNO RICORDO. BORDIN: DRAMMA FOIBE RICONOSCIUTO, NO A NEGAZIONISMI
(ACON) Trieste, 25 feb - "Una separazione dolorosa, un amaro
lascito della seconda guerra mondiale". Così il presidente del
Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha definito la vicenda degli
italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, costretti a lasciare le loro
terre dopo il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 che
assegnava alla Jugoslavia vasti territori "a noi molto vicini -
come ha osservato il massimo rappresentante dell'Assemblea
legislativa - non solo geograficamente ma anche sentimentalmente".
Nel corso della celebrazione in aula del Giorno del Ricordo,
Bordin ha ricordato "il clima di contrapposizione etnica che in
quegli anni andava inasprendosi e che condusse all'immane
tragedia delle foibe".
"È evidente - ha aggiunto il presidente, intervenuto dopo la
proiezione di un commovente filmato sui giorni dell'esodo - che
questa Giornata nazionale, istituita grazie a una legge del 2004
approvata dall'intero Parlamento, in Friuli Venezia Giulia ha un
peso e un sapore del tutto particolare. Resta in tanti
protagonisti dell'esodo, in tante famiglie di infoibati, un
sentimento di amarezza per la distanza e la freddezza dimostrate
negli anni del Dopoguerra dalle istituzioni del nostro Paese, che
in troppi casi si dimostrarono sorde rispetto a quel grido di
dolore, come se le vittime istriane, fiumane e dalmate non
avessero dignità di ascolto".
"Ci volle, come disse il presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi giusto vent'anni fa, nel 2005, primo anno di
celebrazione del Giorno del Ricordo - ha ricordato ancora Bordin
- la presa di coscienza dell'intera comunità nazionale rispetto
al dramma delle foibe e dell'esodo, un processo lento e
progressivo". Vicende tragiche che oggi, a dispetto di alcune
"frange di irriducibili negazionisti", "hanno trovato il giusto
riconoscimento da parte della stragrande maggioranza delle forze
politiche e dei cittadini".
Questa consapevolezza aiuta a guardare al futuro e ci impegna, ha
auspicato il presidente dell'Aula, "a intensificare le relazioni
di reciproco rispetto e collaborazione con i Paesi vicini, eredi
dell'ex Jugoslavia. E in questo senso il 2025 è un anno davvero
speciale perché proprio alla vigilia del Giorno del Ricordo è
stata inaugurata ufficialmente la prima capitale europea della
cultura transfrontaliera, con Gorizia e Nova Gorica protagoniste
non solo di una molteplicità di eventi ma anche di una nuova
pagina di storia per l'Italia e per la Slovenia, nel segno dei
comuni valori di libertà e democrazia. Una novità assoluta,
quella di GO!2025 - ha concluso Bordin - di cui la nostra regione
deve andare assolutamente fiera".
ACON/FA